Origine e Storia dell'Arte Bonsai
Nonostante la parola Bonsai sia giapponese, l’arte Bonsai nasce in Cina, verosimilmente nel VI secolo d.c., per la necessità delle popolazioni nomadi di portare con sé piante officinali in vaso per curare svariate malattie. Durante l’impero T’ang (620 – 907), periodo di pace e notevole sviluppo, l’arte Pun-Sai ha una larga diffusione, prevalentemente con coltivazione in vaso di Pini e Bambù.
Nell’ultimo periodo della dinastia Sung (960 – 1280) agli alberi in vaso si affiancano pietre e figure con lo scopo di rappresentare dei veri e propri paesaggi in miniatura (i Pun-Ching), dando successivamente vita all’arte del Penjing.
Le prime prove documentate della diffusione del Bonsai in Giappone risalgono al periodo Kamakura (1185-1333). Proprio in Giappone la filosofia Bonsai raggiunge la sua massima espressione e viene riconosciuta come una vera forma d’arte.
Durante il periodo Edo (1603-1868), l’arte Bonsai è diffusissima e praticata da Giapponesi di qualsiasi classe sociale. In questo periodo storico i maestri delle varie scuole iniziano a codificare i primi stili.
Nel 1850 il Giappone apre le frontiere al commercio estero e la diffusione della filosofia Bonsai nel mondo inizia a prendere piede. Attualmente questa nobile arte è praticata in quasi tutti i Paesi del globo.
Filosofia Bonsai
In Giappone l’uomo, la natura e Dio sono al centro della filosofia Bonsai e fortemente connessi tra di loro. Tale cultura, basata sui concetti della spiritualità Zen, considera il Bonsai molto più di una semplice pianta in vaso. Il bonsai, infatti, è una rappresentazione artistica di un albero esistente in natura e racchiude in esso concetti come la serenità, la pazienza ed il rispetto per la natura.
Secondo i principi Zen il Bonsai è assimilabile all’infinito, poiché essendo un essere vivente è sottoposto ad una continua evoluzione, rappresentando pertanto una fonte perenne di confronto ed ispirazione.
Parti Principali del Bonsai e loro Significato
Come ogni albero presente in natura, i Bonsai hanno una struttura composta da 3 parti principali: Nebari (Piede), Tronco e Rami. Vediamo il significato di ciascuna di esse, secondo la filosofia Giapponese.
Nebari
Il Nebari, ovvero l’apparato radicale superficiale, è il Piede del Bonsai, rappresentando un elemento di forza e solidità. Assicura l’albero al terreno, garantendogli stabilità anche in condizioni meteo avverse (ad. esempio forte vento), oltre a garantirgli il necessario nutrimento per il suo sostentamento e crescita.
Tronco
Il tronco del Bonsai, con le sue diverse forme e caratteristiche, esprime il carattere e personalità dell’albero. La conicità, il diametro, la corteccia e la forma determinano una identità unica e riconoscibile per ogni esemplare di Bonsai.
Rami
I rami, insieme a nebari e tronco, definiscono la forma dell’albero conferendo un senso di armonia e bilanciamento. Le caratteristiche dei rami come la curvatura, dimensione, densità e disposizione sono un aspetto chiave nella rappresentazione della natura che si vuole dare con il Bonsai.
Da non sottovalutare anche l’importanza di altri 2 elementi fondamentali: la chioma ed il vaso.
La chioma dà vitalità e dinamismo all’insieme; spesso dà una prima indicazione sullo stato di salute del Bonsai.
Il vaso è una parte integrante dell’opera, completa l’armonia estetica. Pertanto la scelta di materiale, colore, forma e dimensioni del vaso è fondamentale.
Ricapitolando, nel Bonsai gli elementi più importanti sono:
-
Nebari (base): esprime stabilità e radicamento.
-
Tronco: simboleggia la forza e la storia dell’albero.
-
Rami: definiscono lo stile e la direzione.
-
Chioma: dà vitalità e dinamismo all’insieme.
-
Vaso: parte integrante dell’opera, completa l’armonia estetica.